Distorsioni della caviglia | Dr. Luca Monestier
Distorsioni della caviglia

Hai subito una distorsione alla caviglia?
Scopri cosa fare per recuperare al meglio, leggi questo articolo!

Distorsioni della caviglia

Le distorsioni della caviglia sono tra le lesioni muscoloscheletriche più comuni, sia nello sport che nella vita quotidiana: rappresentano circa il 20% di tutte le lesioni traumatiche agli arti inferiori.

Possono essere coinvolte persone di tutte le età, ma sono particolarmente comuni negli atleti e nei giovani adulti. I soggetti più a rischio sono quelli che praticano sport con cambi di direzione rapidi, salti e atterraggi, come il calcio, il basket e la pallavolo.

La distorsione di caviglia può manifestarsi con sintomi lievi e passare quasi inosservata oppure causare immediato gonfiore e dolore. Tuttavia, non è solo l’entità dei sintomi iniziali a richiedere attenzione, ma anche le possibili conseguenze a lungo termine, che non devono essere sottovalutate.

Un recupero efficace richiede una stretta collaborazione tra medico, fisioterapista e paziente. L’obiettivo condiviso è favorire una guarigione completa, riducendo al minimo eventuali postumi e consentendo un rapido ritorno alle attività quotidiane

Quali possono essere le cause?

Le distorsioni si verificano quando la caviglia subisce un movimento brusco o eccessivo, che porta a uno stiramento (allungamento) od a una distrazione (rottura) dei legamenti.

Le cause ed i fattori di rischio principali per le distorsioni di caviglia includono:

  1. Fattori individuali:
  • Precedenti distorsioni: un infortunio passato può aumentare il rischio di recidive a causa di instabilità articolare o debolezza muscolare residua;
  • Debolezza muscolare: muscoli poco tonici, specialmente quelli della gamba e del piede, riducono il supporto alla caviglia;
  • Scarso equilibrio e propriocezione: una ridotta capacità di percepire la posizione del corpo nello spazio aumenta il rischio di traumi;
  • Problemi anatomici: piede cavo, piede piatto, lassità legamentosa o differenze nella lunghezza delle gambe possono predisporre a distorsioni;
  1. Fattori ambientali:
  • Terreni irregolari: camminare o correre su superfici sconnesse aumenta il rischio di infortuni;
  • Calzature inadeguate: scarpe senza supporto adeguato o con suole scivolose possono favorire le distorsioni;
  • Attività sportive: sport che richiedono movimenti rapidi, cambi di direzione o salti (come basket, calcio e corsa) aumentano il rischio;
  1. Fattori comportamentali:
  • Riscaldamento insufficiente: una preparazione fisica inadeguata prima dell’attività sportiva può aumentare la vulnerabilità della caviglia;
  • Affaticamento: muscoli stanchi offrono meno stabilità alla caviglia;
  • Negligenza nella riabilitazione: un recupero incompleto da una precedente distorsione aumenta il rischio di nuovi infortuni.

Tutte le distorsioni sono uguali?

Per comprendere meglio la gravità di una distorsione, i medici utilizzano classificazioni basate sull’entità del danno ai legamenti. Vediamo insieme le principali classificazioni usate in ambito medico:

  • Classificazione per grado di gravità: questa è la classificazione più comune e si basa sul livello di lesione dei legamenti:
  • Grado 1 (Lieve): stiramento leggero dei legamenti senza rottura; normalmente il dolore moderato e la caviglia si gonfia lievemente;
  • Grado 2 (Moderata): vi è la rottura parziale dei legamenti; il dolore è intenso, il gonfiore evidente; si ha difficoltà a camminare;
  • Grado 3 (Grave): rottura completa di uno o più legamenti; il dolore è molto intenso con instabilità articolare; non è possibile appoggiare il piede per terra.
  • Classificazione meccanica: questa classificazione si basa sul tipo di distorsione e sulla parte dell’articolazione coinvolta:
  • Distorsione laterale: più comune, avviene quando il piede si gira verso l’interno (inversione), danneggiando i legamenti laterali;
  • Distorsione mediale: più rara, si verifica quando il piede si gira verso l’esterno (eversione), colpendo i legamenti mediali;
  • Lesione della sindesmosi: distorsione da frenata (in senso antero-posteriore), coinvolge la parte superiore dell’articolazione, spesso legata a traumi sportivi più gravi.

Le distorsioni possono inoltre associarsi a fratture ossee, tra cui la frattura del malleolo laterale, del malleolo mediale, del terzo malleolo oppure fratture da avulsione.

Capire il tipo e la gravità della distorsione permette al medico di scegliere il trattamento più adatto e stimare i tempi di recupero. Una diagnosi corretta aiuta a evitare complicazioni come instabilità cronica della caviglia o artrosi precoce.

Se hai subito una distorsione di caviglia, è importante consultare un ortopedico esperto di piede e caviglia per una valutazione accurata e un piano di trattamento personalizzato!

Quali sintomi potresti avere?

I sintomi variano a seconda della gravità della distorsione. Dopo una distorsione di caviglia potresti manifestare:

  • Dolore acuto, che potrebbe non permetterti di appoggiare il piede a terra;
  • Limitazione della mobilità articolare, ovvero difficoltà a muovere la caviglia.

Ad una prima valutazione clinica, lo specialista ortopedico ricerca dei segni che potrebbero aiutare nella diagnosi:

  • Dolore, la cui presenza, in specifici punti, può manifestare una sospetta frattura di caviglia o di piede;
  • Gonfiore che può comparire rapidamente dopo la lesione;
  • Ecchimosi o ematoma, ovvero lividi causati dal sanguinamento interno dalle vene;

Quali esami sono necessari?

Come certamente avrai notato, i sintomi ed i segni conseguenti ad una distorsione di caviglia sono alquanto aspecifici: pertanto gli esami diagnostici sono fondamentali per determinare l’entità della lesione.

Il primo ed imprescindibile esame a cui sottoporsi è la radiografia in tre proiezioni (antero-posteriore, laterale e proiezione del mortaio): in questo modo è possibile documentare od escludere eventuali fratture ossee.

Esame ulteriormente importante, sempre però associato alla radiografia, è l’ecografia muscolo-scheletrica, che ci permette di valutare le eventuali lesioni legamentose.

La risonanza magnetica risulta molto utile, ma deve essere utilizzata come esame diagnostico di secondo livello: essendo la risonanza sensibile alla presenza di edema, questo esame dovrebbe essere pianificato almeno dopo 7-10 giorni dal trauma iniziale.

Mi sono rotto un legamento?

Questa domanda è molto frequente nel paziente che ha subito una distorsione di caviglia.

Dopo aver letto il referto dell’ecografia o della risonanza magnetica, spesso il paziente arriva spaventato in ambulatorio per una lesione legamentosa, pensando di avere bisogno di chirurgia.

Non devi preoccuparti: la lesione legamentosa è molto frequente a seguito di un trauma distorsivo!

La distorsione, infatti, si verifica quando le forze esterne (cambio di direzione, frenata improvvisa, sconnessione del terreno) applicate alla caviglia superano la capacità di resistenza delle strutture legamentose: è pertanto normale che un approfondimento diagnostico evidenzi una lesione legamentosa!

Durante un trauma distorsivo, le strutture che più comunemente vengono interessate sono quelle capsulo-legamentose:

  • legamento peroneo-astragalico anteriore: è il più comunemente interessato;
  • peroneo-calcaneare;
  • peroneo-astragalico posteriore;
  • legamento deltoideo;
  • sindesmosi (struttura anatomica tra tibia e perone).

È bene sottolineare come lesioni legamentose non debbano essere considerate indicazioni ad interventi chirurgici in urgenza: ebbene, questa è una reale necessità solo nel 15-20% dei casi di lesione legamentosa.

Come posso trattare la distorsione?

Un trattamento tempestivo e adeguato è essenziale per evitare complicazioni come l’instabilità cronica o l’artrosi precoce. Consultare uno specialista di piede e caviglia, in caso di trauma, è il primo passo per un recupero completo e sicuro

La maggior parte delle distorsioni di caviglia può essere trattata con un’accurata riabilitazione: risulta fondamentale affidarsi ad un’équipe professionale di chirurgo ortopedico e fisioterapista che possano guidarti nel processo di recupero!

In passato erano suggeriti alcuni protocolli come il RICE (Riposo, Ghiaccio, Compressione ed Elevazione) oppure il PRICE (Protezione, Riposo, Ghiaccio, Compressione ed Elevazione) per ridurre dolore e gonfiore, al fine di favorire il recupero.

Con l’approfondimento delle conoscenze e l’evoluzione delle tecnologie, attualmente il protocollo migliore per le distorsioni di caviglia è rappresentato dalla sigla PEACE & LOVE, ovvero:

Nella rieducazione trovano spazio anche terapie fisiche (Laserterapia, TeCaR terapia, crioterapia) che hanno come obiettivo il controllo dell’edema, la riduzione del dolore e la guarigione dei tessuti.

È buona norma anche l’utilizzo di un tutore (per esempio ortesi bivalva) per stabilizzare la caviglia ma solo nei primi giorni: a lungo andare, infatti, il suo utilizzo può causare dipendenza psicologica!

Il percorso riabilitativo dipende da diversi fattori che possono influenzare i tempi di recupero: per questo motivo è fondamentale che il percorso sia coadiuvato dallo specialista ortopedico e dal fisioterapista!

Quando è consigliato l’intervento chirurgico?

Il trattamento chirurgico è indicato solo in casi specifici, per esempio nel caso di sportivi professionisti.

Comunque, l’intervento chirurgico è indicato nei seguenti casi:

  • Lesioni gravi di grado severo con instabilità cronica (ripetute distorsioni di caviglia che si manifestano nel corso di alcuni mesi);
  • Fratture associate, che richiedono la riduzione e la fissazione interna;
  • Nei casi in cui si assiste al fallimento della terapia conservativa: normalmente è indicato un iter riabilitativo di almeno sei mesi prima di considerare il trattamento chirurgico.

Le opzioni chirurgiche includono

  • Riparazione legamentosa, ovvero la sutura o ricostruzione dei legamenti lesionati, con tecniche anatomiche e non-anatomiche;
  • Artroscopia, per rimuovere frammenti ossei e tessuti danneggiati.
  • Stabilizzazione articolare.

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Dr. Luca Monestier

Ortopedico e Traumatologo

Dal 2016 dirigente medico presso l’ASST SetteLaghi di Varese, si occupa di traumatologia in pazienti adulti e pediatrici.

Negli anni il suo interesse si è concentrato nella cura medica, ortesica e chirurgica delle problematiche della caviglia e del piede nel paziente adulto e degli arti inferiori nel bambino.

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