Displasia Congenita dell'anca | Dr. Luca Monestier
Displasia Congenita dell'anca

Ti hanno detto che tuə figliə presenta una conformazione particolare dell’anca?

Hanno eseguito un’ecografia che ha evidenziato la displasia dell’anca?

Non preoccuparti: leggi come possiamo risolvere il problema!

Displasia Congenita dell'Anca

Con il termine Displasia Congenita dell’Anca (DCA) definiamo una serie di disordini nello sviluppo dell’anca, già presenti alla nascita.

Poiché l’anca risulta eccessivamente lassa, questa condizione può determinare instabilità dell’articolazione la quale, quando non viene diagnosticata e correttamente trattata, può rapidamente evolvere in una vera e propria lussazione della testa del femore.

A sinistra l’anca normale.
A destra, l’anca displasica con perdita dei normali rapporti tra la testa femorale e l’acetabolo.

Perchè si nasce con la DCA e quanto è frequente?

La causa è sostanzialmente sconosciuta.

Fattori predisponenti sono la familiarità, la presentazione podalica alla nascita ed i parti gemellari. La DCA è inoltre più frequente nel sesso femminile ed è spesso riscontrata l’associazione con altre problematiche posturali: torcicollo spastico, scoliosi neonatale e deformità del piede.

In Italia viene riscontrata in 2-3 neonati su 1.000 nati.

Le cause della Displasia sono ancora sconosciute.

Come valutiamo la displasia dell’anca?

La diagnosi viene effettuata il più delle volte già alla nascita dal neonatologo.

Nel sospetto di DCA, è fortemente consigliato lo screening ecografico soprattutto in tutti i neonati con fattori predisponenti (familiarità). 

L’ecografia rappresenta un esame non invasivo e ripetibile, estremamente sensibile, che permette di controllare l’evoluzione e gli effetti del trattamento, soprattutto nei primi 6 mesi di età.

Sulla base di angoli specifici α e ß, viene definita la gravità dell’eventuale displasia; la classificazione di Graf definisce quattro gradi: anca normale (I), anca immatura o anormale (II), anca sublussata (III) e lussazione di anca (IV).

Le radiografie sono invece indicate dopo i 6 mesi di età, poiché prima la testa del femore è difficilmente riconoscibile a causa dell’immaturità scheletrica.

La dose di irradiazione utilizzata durante questo esame, con le nuove apparecchiature disponibili, risulta completamente sicura.

Con la crescita del bambino, altri segni di DCA possono comparire: la gamba appare apparentemente corta e le pieghe della cute delle gambe non sono simmetriche. Quando il bambino inizia a camminare, l’arto affetto appare più corto, con il bambinƏ che compensa camminando sulla punta del piede. Il caratteristico cammino è quello con andatura anserina (come una papera) con le ginocchia intraruotate.

Una displasia congenita dell’anca trattata male o parzialmente può determinare lo sviluppo di una coxartrosi secondaria già in età giovanile.

In cosa consiste la terapia della DCA?

Una diagnosi precoce consente di trattare immediatamente l’anca displasica attraverso cure più semplici, più veloci, meno costose e traumatiche, ma soprattutto ottenendo risultati migliori. L’obiettivo della terapia è quello di mantenere l’anca in posizione corretta per tutto il tempo necessario affinché l’anca si sviluppi normalmente.

Quando l’anca è displasica o sublussata è generalmente richiesta l’applicazione di un doppio pannolone/cuscino divaricatore oppure di un tutore ortopedico (Milgram,Pavlik).

Quando l’anca è lussata si rende necessaria la riduzione, ovvero il corretto posizionamento della testa femorale all’interno dell’acetabolo, seguita dal l’applicazione del tutore o di una tutela gessata.

L’intervento chirurgico si rende necessario nel caso in cui il trattamento conservativo fallisce o non è praticabile.

Se la riduzione dell’anca risulta difficoltosa, una possibile complicanza è la cosiddetta «osteocondrite post-riduttiva».

Questa problematica porterà a precoce artrosi dell’anca, verso circa i 30-40 anni di età.

 

 

 

Cosa possiamo ragionevolmente aspettarci?

L’efficacia del trattamento dipende da una diagnosi precoce, dall’osservazione delle indicazioni e dalla collaborazione dei genitori: in questo modo il risultato sarà molto soddisfacente!

Il bambinə svolgerà tutte le attività quotidiane e sportive senza particolari problemi!

Hai bisogno di un consulto medico?

Per qualsiasi evenienza puoi contattarmi e rivolgerti a me per risolvere il tuo problema. 

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Dr. Luca Monestier

Ortopedico e Traumatologo

Dal 2016 dirigente medico presso l’ASST SetteLaghi di Varese, si occupa di traumatologia in pazienti adulti e pediatrici.

Negli anni il suo interesse si è concentrato nella cura medica, ortesica e chirurgica delle problematiche della caviglia e del piede nel paziente adulto e degli arti inferiori nel bambino.

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