TuƏ figliƏ ha i piedi piatti e cammina a «papera»?
Scopri come poterlo risolvere!
Il Piede Piatto
Una delle problematiche del piede più frequenti è rappresentata dal piede piatto del bambino. Il termine che usiamo in medicina è «sindrome pronatoria»: nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione fisiologica della normale crescita del bambino.

Si tratta di un processo naturale, sul quale è bene non interferire se non proprio necessario, e che termina, in genere, verso i 14 anni. Tuttavia, in alcuni casi, il nostrƏ bambinƏ potrebbe presentare la pianta del piede appiattita, il calcagno che «sbanda» all’esterno, le ginocchia che si toccano, oltre a camminare con i piedi a papera.
Cosa Possiamo Fare?
Se pensate che il vostrə bambinə abbia i piedi piatti, allora vi consiglio una visita ortopedica!
L’età corretta per una prima valutazione del piede è tra i 6 e gli 8 anni: una visita accurata ed una valutazione funzionale appropriata, associata all’esame sul baropodoscopio (pedana illuminata per vedere l’appoggio), permettono di distinguere il piede disfunzionale da quello normale.

Una volta concluso l’esame obiettivo del piede, si valuta anche la funzionalità del tendine d’Achille: una brevità di questo tendine infatti deve essere individuato poiché potrebbe necessitare di un trattamento chirurgico (allungamento) simultaneamente alla correzione del piattismo.
Che esami dobbiamo eseguire?
Per confermare la diagnosi clinica, è utile eseguire radiografie dei piedi in due proiezioni sotto carico bipodalico (ovvero stando eretti su entrambi i piedi).


Come possiamo curare il nostrə bambinə?
Il trattamento dipende dall’età, dalla gravità e dalla sintomatologia, nonché dalle problematiche correlate (ad esempio, ginocchia valghe).

- a 2-6 anni, non è richiesto alcun trattamento;
- a 6-9 anni, solo in caso di grave piattismo o dolore, potrebbero essere utili i plantari: il loro obiettivo è ridurre il dolore ed evitare il peggioramento del quadro; è dimostrato scientificamente che i plantari non sono in grado di correggere il piattismo, ma sono molto utili a stimolare il normale sviluppo della volta;
- a 10-14 anni, se vostrə figliə presenta un piede piatto, corre male, ha piedi che danno fastidio o si affaticano durante lo sport, allora è consigliato eseguire una correzione chirurgica; l’intervento, infatti, ottiene migliori risultati quando il piede è ancora in evoluzione e vostrə figliə ne beneficerà quando sarà adulto: saranno minimizzate le conseguenze di un piede piatto ovvero ginocchia storte, dolore alle anche, dolore alla schiena e scoliosi!
In cosa consiste l’intervento chirurgico?
L’intervento viene condotto in anestesia generale, meglio tollerata dal bambinə, in Day Surgery ovvero senza bisogno di stare la notte in ospedale.

Con una piccola incisione (meno di 2cm!), si inserisce il piccolo dispositivo nella corretta posizione, in modo che funzionare ottimamente.
Nel caso riscontrassimo la brevità del tendine di Achille (meno di 10% dei casi), in genere si associa l’allungamento tendineo mediante tecnica di gastrocnemius recession.

In commercio esistono dispositivi in materiali riassorbibili, plastici o metallici.
Attualmente, preferisco usare viti in materiali biologicamente innovativi (PEEK) la cui efficacia, sicurezza e tollerabilità sono stati ampiamente e scientificamente dimostrati. Essendo totalmente biocompatibili, le viti in PEEK possono rimanere nel piede per il resto della vita senza alcun problema.
Vostrə figliə tornerà a casa con due due tutori di caviglia, che gli consentiranno di camminare da subito con l’aiuto di due stampelle.

Il posizionamento dei tutori è fondamentale per iniziare lo stretching dei legamenti e dei muscoli già nell’immediato postoperatorio.
Non serve la rimozione dei punti di sutura, in quanto riassorbibili.
A 20 giorni circa dall’intervento, gli stivaletti gessati/tutori sono rimossi e si riprendono progressivamente le attività quotidiane.
Come tutti gli interventi, ci possono essere alcune complicanze che vengono gestite con successo: apertura della ferita, difficoltà a camminare per il cambiamento dell’appoggio del piede, contrattura dei muscoli della gamba.
In questi casi vengono indicate cure specifiche che portano alla risoluzione della complicanza in quasi tutti i casi.
Controllo radiografico dopo tre mesi dall’intervento: a sinistra piede trattato con endortesi in PEEK; a destra, piede trattato con endortesi metallica.
Poiché la vite agisce sullo schema motorio del bambino, essa agisce come una sorta di «fisioterapista interno»: pertanto di norma non è necessaria alcuna fisioterapia.
La riabilitazione viene indicata solo ai pochi casi che non rispondono adeguatamente all’intervento.
Già dopo un mese possono essere praticati nuoto e bicicletta, mentre la ripresa di sport come calcio, basket o pallavolo è consentita dopo due mesi dall’intervento.
Ciononostante, questo intervento poco invasivo permette di ottenere ottimi risultati nella maggioranza dei casi: il bambino smetterà di avere male e potrà riprendere gli sport senza difficoltà. Una volta corretto, il piede tende a tornare piatto in rarissimi casi perché è diventato stabile!
Hai bisogno di un consulto medico?
Per qualsiasi evenienza puoi contattarmi e rivolgerti a me per risolvere il tuo problema.
Contattami
Dr. Luca Monestier
Ortopedico e Traumatologo
Dal 2016 dirigente medico presso l’ASST SetteLaghi di Varese, si occupa di traumatologia in pazienti adulti e pediatrici.
Negli anni il suo interesse si è concentrato nella cura medica, ortesica e chirurgica delle problematiche della caviglia e del piede nel paziente adulto e degli arti inferiori nel bambino.
PRENOTA UNA TELEFONATA DI ORIENTAMENTO GRATUITA
Ancora prima di venire da me in studio, ancora prima della visita, potresti avere dubbi, domande, curiosità da soddisfare.
Per questo motivo, ho deciso di offrirti una chiamata o mail di orientamento gratuita, senza impegno.
Risolveremo insieme ogni tuo dubbio.
Ti basta lasciare i tuoi dati qui di seguito e verrai ricontattato al più presto!
