Ti sei accorto che tuƏ figliƏha la schiena storta?
Hai notato che ha una spalla più alta dell’altra?
Il pediatra ha detto che potrebbe avere un po’ di scoliosi?
Non preoccuparti: leggi come possiamo risolvere il problema!
Come affrontare la Scoliosi
Con scoliosi intendiamo una deformazione tridimensionale della colonna vertebrale: le vertebre ruotano e curvano lateralmente, mentre le normali curvature laterali (cifosi e lordosi) si riducono fino ad appiattirsi.
La malformazione può comportare in futuro dolori alla schiena e può influire negativamente sul funzionamento del cuore e dei polmoni.
La scoliosi deve essere distinta dall’atteggiamento scoliotico, causato da una postura scorretta e da un rilassamento della muscolatura della schiena. L’atteggiamento scoliotico è una problematica reversibile e non evolutiva.
Perchè la scoliosi si sviluppa?
In più dell’80% dei casi, la scoliosi è «idiopatica», ovvero non presenta una specifica causa, comparendo in bambini apparentemente sani. Alcuni studi ipotizzano fattori genetici o legati alla gravidanza. Una causa frequente di scoliosi è la lunghezza diversa degli arti inferiori, per cui la schiena «si storta» per compensare.
Come classifichiamo la scoliosi?
La scoliosi, per essere definita tale, presuppone una deformità vertebrale superiore a 10°.
Le curve scoliotiche sono classificate in base a:
Età di insorgenza: infantile (primi due anni di vita); giovanile (3-9 anni), adolescenziale (dopo i 10 anni fino alla maturazione scheletrica); questa classificazione è importante: più precoce appare la scoliosi, maggiore è il rischio di sviluppare una deformità grave;
Topografia: toracica, toraco-lombare, lombare, a S italica;
Gravità: lieve (10-25°), moderata (25-45°), grave (45-60°), molto grave (>60°)
Come ci accorgiamo della scoliosi?
Una visita ortopedica è consigliata se si sospetta un quadro di scoliosi. La maggior parte delle scoliosi si scoprono in modo casuale in quanto, allo stadio iniziale, non crea particolari dolori o fastidi.
Vostrə figliə è esaminato senza maglietta e a piedi scalzi; durante la visita si valutano:
la presenza del gibbo (test di Adams): chiedendo di flettersi in avanti, si può evidenziare la presenza di un gibbo, vale a dire una sporgenza della schiena. La presenza del gibbo è il segno determinante per sospettare una deformità scoliotica;
L’asimmetria delle spalle (una più in alto), delle scapole (più sporgenti), del torace, dei fianchi, del bacino;
Riduzione delle normali curvature sul piano laterale;
Differente lunghezza delle gambe;
Presenza di dolore alla schiena
Per valutare e diagnosticare una scoliosi è necessario eseguire una radiografia.
Una radiografia di tutta la colonna in carico ci permette di valutare la gravità della curva scoliotica misurando gli angoli della deformità.
È inoltre suggerita la radiografia degli arti inferiori sotto carico, per documentare l’eventuale differente lunghezza degli arti inferiori.
Scoliosi secondaria ad eterometria (diversa lunghezza) degli arti inferiori. Per questo motivo è molto importante valutare anche la lunghezza delle gambe!
Come possiamo curare la schiena di nostrə figlə?
Di solito i sintomi della scoliosi si risolvono in modo spontaneo. Tuttavia, più raramente, le scoliosi possono progredire fino a raggiungere una deformità grave. Il trattamento della scoliosi giovanile prevede l’osservazione, la fisioterapia, il trattamento con corsetto (busto) e, in rarissime situazioni, la chirurgia.
Il primo passo della terapia è l’osservazione mediante valutazioni periodiche da parte di uno specialista ortopedico.
Nelle scoliosi lievi (10-20°) è indicato il trattamento fisioterapico e, in alcuni casi, l’utilizzo di busti morbidi o magliette posturali.
Nelle scoliosi che peggiorano rapidamente o di media gravità (superiori a 20°) è indicato il trattamento conservativo mediante l’uso di un busto rigido (corsetto): grazie alla presenza di specifiche spinte, il busto cerca di correggere la deformità scoliotica. A seconda dei casi, il corsetto dovrà essere indossato per alcune ore oppure per quasi tutto il giorno.
Gli obiettivi che ci prefiggiamo sono:
arrestare la progressione della curva (o possibilmente diminuirla): pur non essendo possibile correggere completamente la scoliosi, i trattamenti attuali permettono la riduzione della progressione e la correzione parziale della curva;
prevenire o trattare i problemi respiratori;
prevenire o trattare i dolori della schiena;
migliorare l’aspetto estetico attraverso la correzione posturale
Quando è indicato l’intervento chirurgico?
L’intervento consiste nel posizionare barre e viti che uniscono tra di loro le vertebre, stabilizzando così la colonna e correggendo la deformità scoliotica.
Gli interventi chirurgici sono esclusivamente indicati solo per le scoliosi progressive e gravi (superiori a 40-45°), che rappresentano circa lo 0.3% dei casi.
Per le scoliosi lievi e moderate, la ginnastica ed i busti sono efficaci nell’ottenere un risultato molto soddisfacente!
Hai bisogno di un consulto medico?
Per qualsiasi evenienza puoi contattarmi e rivolgerti a me per risolvere il tuo problema.
Il trasporto dello zainetto rappresenta il carico quotidiano a cui è sottoposta la colonna vertebrale dei nostri figli.
Dagli studi effettuati, emerge una correlazione tra la comparsa del mal di schiena in età scolare e il trasporto dello zainetto, mentre è chiaro che lo zaino non è causa di scoliosi!
Che cosa si può comunque fare per ridurre questo carico? Ecco alcuni semplici ma fondamentali consigli:
acquistare zainetti ergonomici, con spallacci ampi ed imbottiti e con eventuale cintura da poter allacciare anteriormente;
distribuire i libri nello zaino in modo che quelli più pesanti e grossi siano vicino alla schiena;
assicurarsi che i figli non riempiano lo zaino con oggetti non utili per le attività di quella giornata;
ricordare ai figli di togliere lo zainetto durante il tragitto casa-scuola-casa ogni volta che possono (ad es. sui mezzi, alla fermata del bus ecc).
Una cattiva postazione sulla scrivania può causare la scoliosi?
Per quanto riguarda la scoliosi è bene ricordare che non esiste banco di scuola che la provochi. Solo il dorso curvo (ipercifosi) può riconoscere come causa l’esagerata sproporzione tra il banco e la sedia che costringono lo studente ad una posizione a lungo flessa in avanti. Non esistono pertanto «malattie da scuola», quanto invece esistono posture corrette e scorrette.
È vero che la scoliosi si cura con il nuoto?
Contrariamente a quanto si è creduto per anni, tutti gli studi effettuati sull’argomento mostrano che il nuoto NON risulta essere efficace nella prevenzione/cura della scoliosi. Il nuoto, tuttavia, rinforza i muscoli della schiena riducendo così il dolore derivante spesso da una muscolatura debole.
Quale è lo sport ideale in caso di scoliosi?
Lo sport è determinante per uno sviluppo adeguato della colonna vertebrale e di tutto il corpo e, oltre all’educazione fisica scolastica, tutti i ragazzi dovrebbero fare sport regolarmente.
Tuttavia, nessuno sport può essere prescritto come trattamento per la scoliosi.
In tutti i tipi di scoliosi, l’educazione fisica a scuola deve proseguire!
La presenza di problemi alla schiena non è un ostacolo alla pratica della maggior parte degli sport: con cautela, dopo consulto ortopedico, possono essere svolti anche sport di contatto (basket, calcio, …)
Nessuno sport può curare la scoliosi.
Ipercifosi
La cifosi è la normale curvatura a concavità anteriore della colonna vertebrale, che si localizza a livello del torace: essa serve per garantire ai polmoni lo spazio funzionale alla respirazione.
L’accentuazione della cifosi dorsale è denominata ipercifosi (dorso curvo o gobba): in età adolescenziale può essere causata da una postura errata, come stare piegati sul banco di scuola. L’ipercifosi può essere trattata efficacemente mediante fisioterapia ed utilizzo di appositi tutori (magliette o reggiseni posturali).
Anche in questi casi è suggerita una valutazione ortopedica, al fine di escludere quadri più gravi!
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Dal 2016 dirigente medico presso l’ASST SetteLaghi di Varese, si occupa di traumatologia in pazienti adulti e pediatrici.
Negli anni il suo interesse si è concentrato nella cura medica, ortesica e chirurgica delle problematiche della caviglia e del piedenel paziente adulto e degli arti inferiori nel bambino.